1955. Guappi, mediatori e pistoleri

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L’epicentro della camorra rurale degli anni quaranta e cinquanta è il mercato ortofrutticolo di corso Novara, nel quartiere del Vasto. Qui vengono fatti i prezzi all’ingrosso e ogni giorno vengono trattati imponenti quantitativi di derrate: un terzo delle esportazioni agricole italiane passa da qui.

Gli scambi avvengono sotto il controllo e la supervisione di potenti mediatori, i “presidenti dei prezzi”, che impongono le quotazioni e lucrano percentuali sugli scambi. I loro guadagni mensili si contano in milioni dell’epoca. Spesso girano armati e si impongono con la violenza ai pochi che ne osano sfidare il potere. Il prestigio di cui godono nell’arena di corso Novara deriva loro dal controllo feudale che esercitano nei propri distretti. La spartizione del mercato fa riferimento alle produzioni delle rispettive zone di influenza: il nolano Simonetti controlla il prezzo delle patate, i fratelli Nappi di Scafati quello dei cavolfiori mentre la famiglia Esposito di Pomigliano opera nella frutta secca. Anche il commercio all’ingrosso della carne e quello del pesce sono aree a forte infiltrazione camorristica.

Il 1955 è un anno di assestamento negli equilibri di potere tra i guappi che infestano la campagna napoletana. Già tre anni prima, nel giulianese, Alfredo Maisto si era difeso a revolverate dalle mire espansionistiche di Raffaele Baiano prima e di Pasquale Simonetti poi. Quest’ultimo, che aveva pagato il gesto con un paio d’anni a Poggioreale, esce di prigione e in aprile sposa la bella Pupetta Maresca ma non ha neanche il tempo di veder nascere suo figlio. In luglio Pascalone ‘e Nola viene ucciso da Gaetano Orlando in corso Novara. La vedova decide di farsi giustizia da sé e tre mesi dopo, negli stessi paraggi, spara ad Antonio Esposito, presunto mandante dell’assassinio del marito.

Il signore indiscusso delle campagne resta Alfredo Maisto, ma l’agricoltura non è più tra gli interessi principali della criminalità napoletana. Da un lato, il rapido sviluppo dell’industria conserviera dalla seconda metà degli anni cinquanta tenderà a porre un limite all’invadenza dei mediatori e a ridurre la profittabilità del mercato ortofrutticolo. D’altra parte, sono gli stessi camorristi che hanno trovato nell’estorsione, nel mercato nero e soprattutto nel contrabbando di sigarette altre voci di reddito altrettanto proficue.

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