Archivio dell'autore: webatlas

Comprimari: Peppe braciola, Papele ‘e pacci pacci, Tanino ‘e bastimento

Giuseppe Pedana (1918-1979) di Villa Literno, detto Peppe braciola, è un boss della famigerata zona dei mazzoni – nel ’47 uccide il suo rivale Paolo Di Bello e alcuni anni dopo anche il fratello che si voleva vendicare – nel ’63 fa fuori un carabiniere – in carcere fa la conoscenza del giovane Cutolo che inizia alla camorra – nella propria zona mantiene la supremazia fino all’avvento dei casalesi di Bardellino – nel ’79, ricercato per estorsione, si getta da un balcone per sfuggire alla cattura – muore al Cardarelli per le ferite riportate nella caduta

Pedana_1979_StampaPedana02_Unita1979

Raffaele Baiano (1919-1971) detto Papele pacci pacci opera nella zona di Marano ma sembra sia di origini siciliane – nel 1952 è protagonista di uno scontro a fuoco con Alfredo Maisto al quadrivio di Villaricca – viene coinvolto marginalmente nel processo per la morte di Pascalone ‘e Nola – nella campagna elettorale del ’58 viene ricordato come guardaspalle di Adriano Olivetti – muore nel 1971 ucciso da un creditore cui si rifiutava di saldare il debito

Baiano_Unita1971

Gaetano Orlando (1930-1998) detto Tanino ‘e bastimento è cugino dei fratelli Nuvolettacresce a Marano, dove il padre nell’immediato dopoguerra è sindaco del Pci – frequenta il mercato di corso Novara e si avvicina a Totonno ‘e Pomigliano – nel 1955 uccide Pascalone ‘e Nola e resta in carcere fino al ’71 – rimasto legato al clan Nuvoletta, nel ’90 pubblica un libro di memorie – muore nel 1998

Alfredo Maisto e i suoi figli

1918 nasce a Giugliano dove la sua famiglia possiede un mulino e dei terreni – Alfredo entra nel mercato degli ortaggi di corso Novara, l’università dei boss della campagna napoletana

1952 sostiene due scontri a fuoco per difendere il proprio territorio da Pasquale Simonetti e da Raffaele Baiano – negli anni cinquanta afferma il proprio controllo su tutta la zona a nord di Napoli – a capo di una banda con i fratelli e con i cugini Sciorio controlla un vasto traffico di sigarette e di benzina

1960 per mediare un conflitto tra malavitosi si reca a Genova dove però Francesco Fucci uccide Settimio Mamone – nel corso degli anni sessanta entra in contatto con la mafia siciliana tramite la famiglia Bontade – possiede un’autorimessa in piazza Vittoria a Napoli

1967 Mimì ‘e Carlantonio (Domenico Mallardo), un rivale di Giugliano, viene ucciso a lupara sulla porta di casa – don Alfredo, accusato di essere il mandante si rende latitante – gli esecutori sarebbero il figlio Luigi con Pasquale Distratto e Corrado Iacolare

1971 Alfredo Maisto viene arrestato a Roma e sottoposto a processo per l’omicidio di Mimì Mallardo – trascorre qualche periodo in prigione ma alla fine viene assolto – mantiene il controllo del clan e le relazioni mafiose durante la guerra vinta contro i marsigliesi – nel ’72 viene ucciso il nipote Luigi Sciorio, allontanatosi dallo zio

1976 muore in clinica a soli 58 anni per una trombosi – dopo la sua morte il potere della famiglia si sgretola in pochi anni – sul territorio giuglianese saranno egemoni prima i Nuvoletta da sud e Bardellino da nord, poi i figli di Mimì Mallardo: Francesco e Giuseppe – i figli di don Alfredo vivono inseguiti dai sicari e cercano invano protezione con Cutolo – Luigi viene ucciso nel ’79 in un agguato da cui si salva Enrico – Antonio sfugge ad un attentato con Corrado Iacolare nell’85 ma due anni dopo viene eliminato a Villa Literno dai casalesi su richiesta di Ciccio Mallardo – Enrico viene ucciso in Abruzzo nel ’92

MaistoAlfredo_1971_UnitaMaisto_Stampa1971 Maisto_Unita1976 MaistoLuigiEnrico_1979_Unita

Pasquale Simonetti “pascalone ‘e nola”

1924 nasce a Palma Campania, nel nolano, figlio di un carrettiere – a Nola dal 1937 risiede con tutti i rispetti il boss Vito Genovese, che nel ’45 torna a New York

1942 negli anni quaranta pascalone ‘e nola comincia a trafficare con false tessere annonarie che vende al mercato nero – dopo la guerra diventa un’autorità nel nolano e si dedica alla mediazione delle patate al mercato di corso Novara

1952 entrato nel contrabbando di sigarette ha uno scontro a fuoco a Melito con Alfredo Maisto – in seguito al processo fa un paio d’anni a Poggioreale durante i quali Totonno ‘e Pomigliano cerca di soppiantarlo – anche Vittorio Nappi, amico di Maisto, non vede di buon occhio l’espansionismo di Pascalone

1955 uscito di prigione, Pascalone sposa Pupetta Maresca, della famiglia dei lampetielli di Castellammare – ai primi di luglio viene ucciso al mercato di corso Novara, dove è “presidente dei prezzi” – il colpevole è Gaetano Orlando di Marano, detto Tanino ‘e Bastimento, che farà 12 anni in prigione – nelle prime ricostruzioni figura tra i sicari anche Gaetano Nuvoletta cui si inceppa l’arma – tre mesi dopo Pupetta con il fratello Ciro uccide il presunto mandante, Totonno ‘e Pomigliano, a pochi metri da dove era morto Pascalone

Simonetti&AmiciSimonettiSimonetti_Stampa1954_cutSimonettiMarescaUnitaSimonetti_Unita1955_cutSimonetti_1955_StampaSimonetti_Unita1959_cut

Antonio Esposito “totonn ‘e pomigliano”

1917 nasce a Pomigliano d’Arco in una famiglia benestante – il padre produce e commercia frutta secca – inizialmente lascia le attività legali ai fratelli e si dedica alla delinquenza

1946 nel dopoguerra si lega a Pascalone ‘e Nola in diversi traffici – dai fratelli viene coinvolto nell’impresa di famiglia dove porta le sue maniere spicce

1953 quando Simonetti finisce in carcere isola i suoi fedelissimi e cerca di soppiantarlo – nasce così la rivalità che porta tre anni dopo alla morte di entrambi

1955 Totonno organizza l’omicidio di Pascalone, lo esegue Gaetano Orlando con Gaetano Nuvoletta in corso Novara il 16 luglio – il 4 ottobre, sempre in corso Novara, Totonno incontra Pupetta Maresca che gli spara a morte con il fratello Ciro

totonno_pomiglianoEspositoA_1955_Unita_cut

Vittorio Nappi “o studente”

1896 nasce a Scafati in una famiglia borghese – studia al liceo classico e per alcuni anni frequenta giurisprudenza a Napoli – suo fratello viene ucciso per una storia di donne e Vittorio commette un omicidio per vendicarlo – quando torna dal carcere ha fama di guappo – sotto il fascismo viene inviato alle isole Tremiti in soggiorno obbligato

1943 con il fratello Ubaldo guida una banda partigiana che impegna i tedeschi durante l’avanzata alleata – il prestigio dei Nappi aumenta e nel dopoguerra dominano l’agro nocerino sarnese – Ubaldo fa la “mediazione” nel mercato ortofrutticolo (pomodori e cavolfiori) – Vittorio si occupa della “protezione” a commercianti e industriali – poi si espande nel contrabbando di sigarette – in collaborazione con il gruppo di Alfredo Maisto

1951 Lucky Luciano viene schiaffeggiato ad Agnano in segno di sfida – il gesto è stato attribuito sia a Vittorio Nappi che al suo storico rivale Pascalone’e Nola – con cui rivaleggia per il controllo dell’area tra Scafati e Palma Campania – secondo Pupetta Maresca fu qualcuno mandato da Nappi per far ricadere la colpa su Pascalone

1953 ‘o studente è implicato nel caso irrisolto della scomparsa di Lorenzo Rago – industriale conserviero di Battipaglia e politico di lungo corso (monarchico, uomo qualunque, poi sindaco socialista)

1954 subisce altre lievi condanne per estorsione e minacce – anni dopo, durante un incontro in carcere, il carisma de ‘o studente affascina il giovane “professore” di Ottaviano.

1978 Vittorio Nappi muore ottantaduenne all’ospedale di Torre del Greco

L'Unità, 7 aprile 1954

L’Unità, 7 aprile 1954